lunedì 20 ottobre 2008

La Candelaria


Penso che parlare de La Candelaria, cioé del centro storico e coloniale di Bogotà, meriti un capitolo a parte, per la bellezza che a mio modesto parere la contraddistingue. Sembra un pò di immergersi in un film ambientato nel Sudamerica coloniale, stradine strette con case basse e dai colori che contrastano tra di loro, piccole bottegucce dove si vende di tutto: aguadepanela (bevanda a base di panela, una canna da zucchero tipica di qui), dolci di arequipe (una crema di latte), tamal (impasto di riso,mais, piselli,farina, pollo,carota e sedano avvolto in una foglia di platano), bocadillos (dolci a base di marmellata di guayaba, un frutto tropicale),obleas (cialde a forma di disco che si farciscono con arequipe, marmellata di ananas o di cocco).
Il cuore del quartiere è la splendida Plaza de Bolìvar (dedicata appunto alla leggendaria figura di Simon Bolìvar, il Libertador che ebbe un ruolo fondamentale nell'indipendenza della Colombia, e non solo, dalla Spagna e che aveva sognato un Sudamerica unito), sui cui si stagliano la Cattedrale (che mi ricorda tanto certe chiese del ragusano), il Palazzo del Congresso, la Corte Suprema (tristemente protagonista nel 1985 della cosiddetta "presa del palazzo di giustizia", in cui 28 guerriglieri del gruppo armato M-19 fecero irruzione nell'edificio e presero in ostaggio tutti gli occupanti provocando uno scontro a fuoco con la polizia che lasciò sul campo più di 100 morti) ricostruita e sulla cui facciata si legge la frase "Colombianos las armas os dieron la independencia, las leyes os daràn la libertad-Colombiani, le armi vi hanno dato l'indipendenza, le leggi vi daranno la libertà".




Nei dintorni della piazza si trova il Palacio de Nariño, la residenza del Presidente della Repubblica, enorme con un giardino stupendo: ovviamente l'intero perimetro è presidiato dalla guardia presidenziale, da militari, da poliziotti in borghese che ti chiedono almeno due volte di aprire la borsa e ne controllano il contenuto, cosa totalmente ordinaria qui in Colombia.

Sono stata in questo quartiere due volte da turista, e mi piace ogni volta di più; la prima volta io e Fabio siamo stati "abbordati" da una guida turistica molto particolare, Carlos Rodriguez (se digitate Carlos Rodriguez Bogotà su youtube trovate vari video in cui spiega la città ai turisti) che ci ha condotto per un'ora per tutto il centro e ci ha spiegato la storia di tutti i palazzi e di tutte le Chiese: all'inizio ti sembra di essere in compagnia di una persona indigente qualsiasi, poi ti rendi contro che è un pozzo di cultura, che sa tutto della storia della sua città e del suo Paese.

E' un peccato comunque, che il centro sia poco valorizzato perchè generalmente ritenuto poco attraente, perchè vecchio (il colombiano medio ama le cose nuovissime, moderne e non è per nulla abituato ad apprezzare le cose antiche o cercare di recuperarle) e poco sicuro di sera (anche se a me non ha dato quest'impressione).





Io e Fabio in Plaza Bolivar

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ciao anita bella!

... e quel lama in mezzo alla piazza cosa ci fa?!?!? :-D

Un bacione grande pisella!

martina