martedì 9 dicembre 2008

lunedì 8 dicembre 2008

Il giorno delle candele

Il 7 dicembre,"giorno delle candele", ha ufficialmente inizio il Natale in Colombia; in realtà la gente è già fuori di testa da almeno tre settimane, imitando alla grande i gringos, che fanno iniziare il Natale subito dopo Halloween.
L'usanza di accendere le candele per i colombiani deriva dall'ossequiare l'affermazione del dogma dell'Immacolata Concezione della Vergine, pronunciato l'8 dicembre 1854, usanza che la Chiesa cattolica locale ha deciso di mantenere in vita.
Tradizionalmente le famiglie colombiane accendono le candele fuori dalle proprie case, per le strade o nei parchi, che in questo giorno vengono anche ufficialmente illuminati e addobbati per le feste natalizie.
Per quanto lontano dalla mia cultura e dalle mie abitudini anch'io quest'anno ho acceso le candele...




Io, Silvana, Claudia e Laura con le candele.


Plaza Bolivar addobbata e illuminata per Natale

giovedì 13 novembre 2008

Colombian weddings!

Diciamoci la verità: ci speravo. Ci speravo che durante il mio soggiorno qui qualcuno mi invitasse ad un matrimonio, per osservare usi e costumi locali sul tema.
In maniera totalmente inaspettata un'amica di vecchia data di Silvana mi ha invitata al suo matrimonio, a Bucaramanga, nel dipartimento di Santander(nord del Paese) dove vivono anche i genitori di Silvana.
Innanzitutto, qui , i matrimoni che si svolgono di mattina in zone con clima caldo prevedono che gli invitati si vestano di bianco: le donne con vestito o completo e gli uomini con pantalone e guayabera, una camicia bianca tipica dell'area caraibica per i matrimoni.
Poi, ciò che più si distingue dal matrimonio italiano è lo svolgimento della festa: da noi è tutto incentrato sul cibo(120 portate circa), qui è tutto incentrato su ballare e fare baldoria,ovvio.
In pratica, dopo la cerimonia e arrivati al luogo scelto per il ricevimento, viene servito lo champagne per il brindisi: il papà dello sposo o della sposa e gli sposi pronunciano un piccolo discorso per il brindisi, che tutti gli invitati fanno contemporaneamente.Dopo viene servito il pranzo o la cena, che consiste in un solo piatto(a volte preceduto da un antipasto) di vari tipi di carne e vari contorni, il che ovviamente non rende il festeggiamento un'abbuffata interminabile come da noi!
Appena finito di mangiare in genere inizia a suonare l'orchestra, gli sposi aprono le danze ballando la prima canzone, e da lì il via a ore ed ore di baldoria, il tutto generosamente innaffiato da whisky(il liquore più caro qui in Colombia e quindi considerato il più adatto ad essere offerto per un matrimonio). L'orchestra a volte si ferma e lascia spazio ad altri gruppi, come i mariachi(complesso di musica tipica messicana) o gruppi stile carnevale-
Nel complesso il matrimonio risulta essere molto più "giovane" e divertente, gli sposi sopratutto hanno modo di stare insieme ai loro amici e festeggiare veramente, cosa che secondo me è totalmente assente nella maggior parte dei matrimoni italiani.



Qui sotto le foto:




Il discorso del papà dello sposo per il brindisi e gli sposi che aprono le danze.
























I mariachi che suonano per gli sposi






In piena rumba(baldoria,anche se non esiste una traduzione esatta)

domenica 9 novembre 2008

Monserrate

Più di tutto parlano le foto:un convento costruito su una delle montagne che fiancheggiano il lato est di Bogotà, praticamente una copia dell'originale che si trova ad un'ora e mezza da Barcellona in Spagna, dove è custodito l'originale della piccola Madonna nera.

La cosa bella del Monserrate colombiano è che si trova in città, praticamente in centro e da lì si può godere quindi della vista di Bogotà, a perdita d'occhio.







giovedì 30 ottobre 2008

Il trasporto pubblico a Bogotà


Potrebbe sembrare strano creare un post per parlare solo del trasporto pubblico a Bogotà, ma credo sia una delle differenze più macroscopiche con l'Europa.

Tradizionalmente i bus qui non fanno parte di un'unica azienda municipale, ma di varie società che ricevono comunque una concessione e che applicano tutte lo stesso prezzo: si chiamano busetas perchè più piccole dei normali autobus (a volte sono veri e propri furgoncini).

La cosa inconcepibile per noi europei è che non esistono fermate:cioé il bus si ferma con un cenno della mano in qualsiasi punto della strada e per scendere non si fa altro che prenotare la fermata con il campanello dove si vuole.

Non esistono biglietti: una volta a bordo si dà la somma(1200 pesos, cioé 40 cents di €) direttamente al conducente, che è una specie di piovra: con una mano guida, con l'altra riceve i soldi e dà il resto, con un occhio guida, con l'altro controlla quante persone salgono, conta i soldi.Contemporaneamente può anche parlare al cellulare, litigare con altri autisti o coi tassisti, insomma un tuttofare.

Lo stile di guida degli autisti è poi una storia a parte, le inchiodate per far salire passeggeri o per evitare incidenti sono all'ordine del minuto, il tutto è ovviamente scandito dalla salsa o dal vallenato( eh sì, due mesi di osservazione quotidiana mi hanno condotto alla conclusione che gli autisti di busetas si dividono in salseros e vallenateros!).

Una menzione a parte meritano poi i vari venditori, cantastorie e artisti che salgono sul bus;i primi con premesse ben congegnate cercano di vendere di tutto:caramelle, gomme, patatine, spazzolini da denti, enciclopedie in dvd(sono i migliori, si portano addirittura il lettore dvd portatile per far vedere che i cd non sono fasulli);i secondi invece raccontano tutti più o meno la stessa storia, e cioé che i paramilitari o la guerriglia li hanno costretti ad abbandonare le loro case e approdare a Bogotà senza né casa né lavoro(a volte la storia è vera,in altri casi è sfruttata ad arte da chi deve poi spendere tutta l'elemosina in alcool); i terzi cantano, suonano arpa, violino, chitarra(immaginate quanto sono bravi a farlo mentre gli autisti guidano come descritto sopra!!).


Insomma, mi pare una parte notevole del folklore bogotano e colombiano, un'esperienza da fare per qualsiasi turista!

venerdì 24 ottobre 2008

Rabbia...

Succedono cose in questo Paese, che al solo sentirle ti rovinano un'intera giornata
Ad esempio quando conosci un prete, non uno di quelli che parlano di dio, uno di quelli che concretamente mollano baracca e burattini e si rimboccano le maniche per fare quello che aveva detto un certo gesù; una persona semplice, arrivata in Colombia circa 20 anni fa per fondare un centro assistenziale alla salute per i dimenticati da tutti nelle periferie povere di Bogotà: racconta che nonostante dispongano di strutture e di personale non possono fornire assistenza medica a chi ne avesse bisogno (e lo farebbero quasi gratis) perchè le aziende mediche private che ricevono i finanziamenti dallo Stato, anziché affiliarsi con una struttura simile, assegnano come centri di appartenenza a queste persone le grosse cliniche nel nord di Bogotà impedendo loro, praticamente, di usufruire dei servizi dato che i livelli di povertà sono tali da non potersi permettere neanche un viaggio in autobus dal sud al nord della città.
Risultato: le persone muoiono, loro intascano i soldi che lo Stato gli paga per curarle, strutture come quella dei camilliani (ordine di appartenenza del prete) sono sub-utilizzate.

Succede che intere comunità sono costrette a lasciare i propri villaggi perché grandi multinazionali hanno deciso che lì devono coltivarci le banane e pagano gruppi di paramilitari per fare il lavoro sporco. Succede che queste persone, che magari prima vivevano felici con una maglietta e un paio di pantaloncini coltivando platano, riso e pescando nei fiumi si ritrovano a mendicare nelle grandi città o ad ingrossare le file della delinquenza o di quegli stessi gruppi armati di cui sono stati vittime.

Succede che qui i militari ricevono promozioni, aumenti di stipendio o di ferie se uccidono un certo numero di paramilitari: perchè, allora, non uccidere dei contadini qualsiasi e vestirne i cadaveri da guerriglieri o da paramilitari (tecnicamente si chiama "falso positivo") per portare i risultati agli alti comandi?

Succedono queste e molte altre cose lontane anni luce dalle nostre democratiche mentalità europee, cose per cui qualcuno si arrabbia talmente che decide di lasciare gli agi delle sacrestie o le ambizioni del suv per fare qualcosa di concreto.


"Ahi Virgen del Carmen y de La Mercede, intercedan por nosotros, para que esta guerra cese"

(Canto di una donna del villaggio di Bojayà, in cui 120 persone sono morte in una chiesa durante uno scontro tra paramilitari dell'AUC e guerriglieri delle FARC)

lunedì 20 ottobre 2008

La Candelaria


Penso che parlare de La Candelaria, cioé del centro storico e coloniale di Bogotà, meriti un capitolo a parte, per la bellezza che a mio modesto parere la contraddistingue. Sembra un pò di immergersi in un film ambientato nel Sudamerica coloniale, stradine strette con case basse e dai colori che contrastano tra di loro, piccole bottegucce dove si vende di tutto: aguadepanela (bevanda a base di panela, una canna da zucchero tipica di qui), dolci di arequipe (una crema di latte), tamal (impasto di riso,mais, piselli,farina, pollo,carota e sedano avvolto in una foglia di platano), bocadillos (dolci a base di marmellata di guayaba, un frutto tropicale),obleas (cialde a forma di disco che si farciscono con arequipe, marmellata di ananas o di cocco).
Il cuore del quartiere è la splendida Plaza de Bolìvar (dedicata appunto alla leggendaria figura di Simon Bolìvar, il Libertador che ebbe un ruolo fondamentale nell'indipendenza della Colombia, e non solo, dalla Spagna e che aveva sognato un Sudamerica unito), sui cui si stagliano la Cattedrale (che mi ricorda tanto certe chiese del ragusano), il Palazzo del Congresso, la Corte Suprema (tristemente protagonista nel 1985 della cosiddetta "presa del palazzo di giustizia", in cui 28 guerriglieri del gruppo armato M-19 fecero irruzione nell'edificio e presero in ostaggio tutti gli occupanti provocando uno scontro a fuoco con la polizia che lasciò sul campo più di 100 morti) ricostruita e sulla cui facciata si legge la frase "Colombianos las armas os dieron la independencia, las leyes os daràn la libertad-Colombiani, le armi vi hanno dato l'indipendenza, le leggi vi daranno la libertà".




Nei dintorni della piazza si trova il Palacio de Nariño, la residenza del Presidente della Repubblica, enorme con un giardino stupendo: ovviamente l'intero perimetro è presidiato dalla guardia presidenziale, da militari, da poliziotti in borghese che ti chiedono almeno due volte di aprire la borsa e ne controllano il contenuto, cosa totalmente ordinaria qui in Colombia.

Sono stata in questo quartiere due volte da turista, e mi piace ogni volta di più; la prima volta io e Fabio siamo stati "abbordati" da una guida turistica molto particolare, Carlos Rodriguez (se digitate Carlos Rodriguez Bogotà su youtube trovate vari video in cui spiega la città ai turisti) che ci ha condotto per un'ora per tutto il centro e ci ha spiegato la storia di tutti i palazzi e di tutte le Chiese: all'inizio ti sembra di essere in compagnia di una persona indigente qualsiasi, poi ti rendi contro che è un pozzo di cultura, che sa tutto della storia della sua città e del suo Paese.

E' un peccato comunque, che il centro sia poco valorizzato perchè generalmente ritenuto poco attraente, perchè vecchio (il colombiano medio ama le cose nuovissime, moderne e non è per nulla abituato ad apprezzare le cose antiche o cercare di recuperarle) e poco sicuro di sera (anche se a me non ha dato quest'impressione).





Io e Fabio in Plaza Bolivar

lunedì 6 ottobre 2008

Un compleanno alla colombiana


Con molto molto ritardo metto un post con le foto del compleanno di Silvana, la mia coinquilina che per l'occasione ha organizzato un ASADO, cioé un barbecue con un altro amico che compiva gli anni lo stesso giorno.
Il tutto si è svolto nel giardino della casa di Robin, l'altro festeggiato, con la gentile collaborazione dei suoi genitori, carne e salsiccia buonissima e patate con guacamole (salsa a base di avocado).
La parte migliore della festa è stato però il Conjunto Vallenato, un gruppo cioé chiamato da Silvana che suona e canta in vivo il vallenato, un genere musicale molto in voga in Colombia e basato sopratutto sul suono della fisarmonica. Non esaltante e travolgente come la salsa ma molto piacevole da ballare con gli amici e in coppia.


Sotto le foto della serata: Il conjunto vallenato in azione
Io e Fabio
Io e Silvana


La Famiglia Moncada-Nuñez-Gentile.

I festeggiati: Silvana e Robin.




I festeggiati che cantano col conjunto vallenato

venerdì 3 ottobre 2008

Carpe diem mode...

Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire in punto di morte che non ero vissuto.
(Henry David Thoreau)

giovedì 25 settembre 2008

...e piccole soddisfazioni

...tipo ricevere i complimenti dell'ambasciatore per un lavoro che ti ha causato notevoli scervellamenti.

...tipo vedere che lo stesso Ambasciatore designa due nomi come suoi sostituti ad una giornata di dibattito col ministro dell'Agricoltura, il Presidente della Repubblica e importanti imprese, e il tuo nome è tra quei due.

...tipo essere perfettamente a proprio agio con la nuova moneta, il trasporto, le strade, lo slang più stretto...



Loving Bogotà... (in alto tipica casa del centro storico).

mercoledì 24 settembre 2008

Grandi Speranze...

L'ex magistrato Ilarda attaccato dai sindacati: "Una leggerezza"
La donna, 27 anni, assunta con chiamata diretta come dirigente per cinque anni
Assunta figlia dell'assessore, lite in Sicilia. Poi la rinuncia
di EMANUELE LAURIA


PALERMO - Il Brunetta di Sicilia scivola sull'assunzione della figlia. Non vedevano l'ora, i sindacati, di vendicarsi dell'assessore-sceriffo che un giorno sì e l'altro pure addita i fannulloni all'interno della Regione. E hanno presentato un perfido conto a Giovanni Ilarda, l'ex magistrato che ha annunciato una cura dimagrante per un ente pachiderma (21 mila dipendenti) e che si picca di aver ridotto in cinque mesi l'assenteismo del 57 per cento. Cobas, Sadirs, Siad e Ugl - sigle che rappresentano il 65 per cento dei dipendenti - hanno fatto sapere attraverso centinaia di volantini che nelle dorate stanze della Regione è entrata da poco anche Giuliana Ilarda, 27 anni. Proprio la figlia del "grande moralizzatore". Nominata dirigente, con contratto quinquennale, nell'ufficio di gabinetto di un collega di Ilarda senior, ovvero l'assessore ai Beni culturali Antonello Antinoro. Un incarico da 75 mila euro lordi annui, affidato per chiamata diretta. "Il governatore Lombardo ponga fine alla contraddizione fra la politica del rigore vantata davanti all'opinione pubblica e questi scandalosi privilegi della politica", dicono i sindacati autonomi. Anche il Pd è sceso in campo con il vicesegretario regionale Tonino Russo: "Ma l'assessore non prova neanche un po' di imbarazzo?". Una bufera che ha costretto la giovane, in serata, a dare le dimissioni dall'incarico. Ne ha dato notizia lo stesso assessore, confessando di aver commesso "una leggerezza" nel far assumere la figlia, "che pure può vantare una laurea con 110 e lode in discipline artistiche, parla due lingue ed è un'esperta di informatica". Gesto "apprezzato" dal governatore Raffaele Lombardo: "Risposta chiara. Il governo non offre il fianco alle pressioni di chi sta provando a rallentare l'opera di risanamento avviata". Ma il caso Ilarda squarcia il velo di una nuova parentopoli siciliana. I sindacati segnalano un'altra assunzione "eccellenti", fatta senza concorso: quella del figlio del sindaco di Palermo Diego Cammarata, entrato in una società partecipata dalla Regione. Ma l'elenco è lungo e riguarda soprattutto le nomine negli staff dei neo assessori: lo stesso Ilarda ha aperto le porte del proprio ufficio di gabinetto ad Antonella Scoma, sorella di Francesco (altro assessore di Lombardo). Il quale, a sua volta, ha fatto firmare un contratto da da dirigente "esterna" a Danila Misuraca, sorella del deputato forzista Dore Misuraca.

Mentre Ernesto Davola, già autista del sottosegretario Gianfranco Micciché, ha avuto un posto nel gabinetto dell'assessore al Bilancio Michele Cimino. E negli uffici della Regione hanno trovato sistemazione anche ex consiglieri regionali "trombati" alle elezioni di aprile: gli Udc Decio Terrana (anche lui prescelto da Ilarda) e Francesco Regina, assoldato dall'assessore all'Industria Pippo Gianni. Un rapporto di mutuo soccorso, attendendo il prossimo appuntamento con le urne.


(Repubblica 23 settembre 2008)



Ma va'!Ci avreste mai creduto che nelle nostre amministrazioni pubbliche e nel "piatto ricco"della Regione funzionasse così?
Quali speranze per noi giovani motivati?


"ca picca picca a genti i uora i vulissi capiri, fossi stu schifu si putissi finiri "
(Roy Paci)

Parentesi...


Non c'entra con l'avventura colombiana però volevo mettere qualche fotina della cena di arrivederci che i miei amici hanno organizzato prima della mia partenza con una graditissima sorpresa.




Thanks to Greta, Gigio, Paul, Saro, Fede, Gisella, Marco Rizza, i genitori di Marco Rizza e Giiby e ovvio Fabio!
Special thanks to Greta!