giovedì 25 settembre 2008

...e piccole soddisfazioni

...tipo ricevere i complimenti dell'ambasciatore per un lavoro che ti ha causato notevoli scervellamenti.

...tipo vedere che lo stesso Ambasciatore designa due nomi come suoi sostituti ad una giornata di dibattito col ministro dell'Agricoltura, il Presidente della Repubblica e importanti imprese, e il tuo nome è tra quei due.

...tipo essere perfettamente a proprio agio con la nuova moneta, il trasporto, le strade, lo slang più stretto...



Loving Bogotà... (in alto tipica casa del centro storico).

mercoledì 24 settembre 2008

Grandi Speranze...

L'ex magistrato Ilarda attaccato dai sindacati: "Una leggerezza"
La donna, 27 anni, assunta con chiamata diretta come dirigente per cinque anni
Assunta figlia dell'assessore, lite in Sicilia. Poi la rinuncia
di EMANUELE LAURIA


PALERMO - Il Brunetta di Sicilia scivola sull'assunzione della figlia. Non vedevano l'ora, i sindacati, di vendicarsi dell'assessore-sceriffo che un giorno sì e l'altro pure addita i fannulloni all'interno della Regione. E hanno presentato un perfido conto a Giovanni Ilarda, l'ex magistrato che ha annunciato una cura dimagrante per un ente pachiderma (21 mila dipendenti) e che si picca di aver ridotto in cinque mesi l'assenteismo del 57 per cento. Cobas, Sadirs, Siad e Ugl - sigle che rappresentano il 65 per cento dei dipendenti - hanno fatto sapere attraverso centinaia di volantini che nelle dorate stanze della Regione è entrata da poco anche Giuliana Ilarda, 27 anni. Proprio la figlia del "grande moralizzatore". Nominata dirigente, con contratto quinquennale, nell'ufficio di gabinetto di un collega di Ilarda senior, ovvero l'assessore ai Beni culturali Antonello Antinoro. Un incarico da 75 mila euro lordi annui, affidato per chiamata diretta. "Il governatore Lombardo ponga fine alla contraddizione fra la politica del rigore vantata davanti all'opinione pubblica e questi scandalosi privilegi della politica", dicono i sindacati autonomi. Anche il Pd è sceso in campo con il vicesegretario regionale Tonino Russo: "Ma l'assessore non prova neanche un po' di imbarazzo?". Una bufera che ha costretto la giovane, in serata, a dare le dimissioni dall'incarico. Ne ha dato notizia lo stesso assessore, confessando di aver commesso "una leggerezza" nel far assumere la figlia, "che pure può vantare una laurea con 110 e lode in discipline artistiche, parla due lingue ed è un'esperta di informatica". Gesto "apprezzato" dal governatore Raffaele Lombardo: "Risposta chiara. Il governo non offre il fianco alle pressioni di chi sta provando a rallentare l'opera di risanamento avviata". Ma il caso Ilarda squarcia il velo di una nuova parentopoli siciliana. I sindacati segnalano un'altra assunzione "eccellenti", fatta senza concorso: quella del figlio del sindaco di Palermo Diego Cammarata, entrato in una società partecipata dalla Regione. Ma l'elenco è lungo e riguarda soprattutto le nomine negli staff dei neo assessori: lo stesso Ilarda ha aperto le porte del proprio ufficio di gabinetto ad Antonella Scoma, sorella di Francesco (altro assessore di Lombardo). Il quale, a sua volta, ha fatto firmare un contratto da da dirigente "esterna" a Danila Misuraca, sorella del deputato forzista Dore Misuraca.

Mentre Ernesto Davola, già autista del sottosegretario Gianfranco Micciché, ha avuto un posto nel gabinetto dell'assessore al Bilancio Michele Cimino. E negli uffici della Regione hanno trovato sistemazione anche ex consiglieri regionali "trombati" alle elezioni di aprile: gli Udc Decio Terrana (anche lui prescelto da Ilarda) e Francesco Regina, assoldato dall'assessore all'Industria Pippo Gianni. Un rapporto di mutuo soccorso, attendendo il prossimo appuntamento con le urne.


(Repubblica 23 settembre 2008)



Ma va'!Ci avreste mai creduto che nelle nostre amministrazioni pubbliche e nel "piatto ricco"della Regione funzionasse così?
Quali speranze per noi giovani motivati?


"ca picca picca a genti i uora i vulissi capiri, fossi stu schifu si putissi finiri "
(Roy Paci)

Parentesi...


Non c'entra con l'avventura colombiana però volevo mettere qualche fotina della cena di arrivederci che i miei amici hanno organizzato prima della mia partenza con una graditissima sorpresa.




Thanks to Greta, Gigio, Paul, Saro, Fede, Gisella, Marco Rizza, i genitori di Marco Rizza e Giiby e ovvio Fabio!
Special thanks to Greta!







sabato 20 settembre 2008

La Comida










Dato che per ora mi è impossibile aggiornare giornalmente il blog, procederò più per via tematica che per via cronologica.
Oggi parliamo di "comida" cioé di CIBO tipico colombiano, dato che il mio primo giorno è stato caratterizzato da un lauto pranzetto in un ristorante tipico nella campagna-montagna a nord di Bogotà, detta anche Sabana.

Il ristorante in questione si chiama "Portico" e fa parte di un complesso che è un po’ una piccola ricostruzione di un tipico paesino coloniale.
Data la mia totale ignoranza della cucina colombiana mi sono fatta consigliare dai miei amici e la scelta è caduta sull 'AJIACO BOGOTANO, cioé una zuppa con pollo, patate normali, patatas criollas (piccoline e rotonde), yucca (un tubero di qua), capperi e non mi ricordo cos’altro c’è…viene servito con avocado (che in spagnolo comunque si chiama aguacate) e panna, se la si vuole aggiungere.
Come antipasto abbiamo preso le EMPANADAS, che sono tipo dei triangoli di pasta di mais ripiene di carne, pollo o verdure, sono buonissime!!
Dopo pranzo il mio primo caffè colombiano, che emozione, qui si chiama TINTO ed è abbastanza allungato, per quanto non assomigli per niente al caffè americano, francese o belga: è molto dolce di per sé anche senza essere zuccherato, quindi piacevole da bere.



Al capitolo cibo allego qualche foto della giornata!



Io e Silvana(la mia coinquilina)al ristorante
Io e l'Ajiaco!
Ajiaco Bogotano
Caffé colombiano (Io, Catalina e Silvana)

giovedì 11 settembre 2008

Finalmente Bogotà...





Ecco finalmente inaugurata la prima pagina del blog sulla mia avventura in Colombia!
Sono qui da 5 giorni ma mi sembra che sia già passata una vita da quando sono partita da Catania.
Il viaggio è stato lungo, abbastanza faticoso, non tanto per le ore di volo quanto per le attese, il trasporto dei bagagli e i controlli; il volo per Bogotà è stato invece piacevolmente tranquillo, nessuna turbolenza e uno staff di bordo estremamente gentile e cordiale.
Su questo punto mi soffermo per dire che la compagnia con cui ho volato, Avianca (compagnia di bandiera colombiana) non mi è sembrato avesse nulla di meno che la tanto decantata Iberia, che offre gli stessi identici servizi al doppio del prezzo. Sarà che essendo spagnola ha di per sé più prestigio di una compagnia colombiana?

Arrivata all'aeroporto ho dovuto passare una serie infinita di controlli: il visto, la dogana, ho dovuto riempire un modulo per dire che avevo con me valuta per un totale inferiore a 10.000 $;quando pensavo di poter finalmente uscire mi si para davanti un poliziotto che inizia a chiedermi "perchè è in Colombia?", "dove abiterà?", "con chi?", "da dove viene?"...sigh, ho pensato "cos' è una corsa ad ostacoli?"
Alla fine del quizzone il poliziotto mi ha finalemente lasciata andare con un "Bienvenida en Colombia"...allelujia...
Esco e dopo circa 3 minuti arriva il mio amico, Fabio con Catalina, la sua ragazza, che mi accolgono con un sorrisone, mi tolgono le valigie dalle mani e mi portano in macchina.
Catalina, che conosco da 30 secondi, inizia a spiegarmi la città e i riferimenti geografici: le montagne per i bogotanos il punto di riferimento e si trovano ad est. Le strade che vanno da est ad ovest si chiamano CALLES, quelle che incrociano andando da nord a sud CARRERAS: ognuna di loro è contrassegnata da un numero il che, per un europeo all'inizio è sconvolgente, ma si rivela in realtà molto più facile.
Arriviamo a casa dopo un piccolo tour in macchina delle strade principali e trovo la mia camera già sistemata, letto fatto, tutto in ordine..che bello...e vado a nanna!

Qui in alto la veduta dalla finestra del salone di casa e il salone...più in là