Tradizionalmente i bus qui non fanno parte di un'unica azienda municipale, ma di varie società che ricevono comunque una concessione e che applicano tutte lo stesso prezzo: si chiamano busetas perchè più piccole dei normali autobus (a volte sono veri e propri furgoncini).
La cosa inconcepibile per noi europei è che non esistono fermate:cioé il bus si ferma con un cenno della mano in qualsiasi punto della strada e per scendere non si fa altro che prenotare la fermata con il campanello dove si vuole.
Non esistono biglietti: una volta a bordo si dà la somma(1200 pesos, cioé 40 cents di €) direttamente al conducente, che è una specie di piovra: con una mano guida, con l'altra riceve i soldi e dà il resto, con un occhio guida, con l'altro controlla quante persone salgono, conta i soldi.Contemporaneamente può anche parlare al cellulare, litigare con altri autisti o coi tassisti, insomma un tuttofare.
Lo stile di guida degli autisti è poi una storia a parte, le inchiodate per far salire passeggeri o per evitare incidenti sono all'ordine del minuto, il tutto è ovviamente scandito dalla salsa o dal vallenato( eh sì, due mesi di osservazione quotidiana mi hanno condotto alla conclusione che gli autisti di busetas si dividono in salseros e vallenateros!).
Una menzione a parte meritano poi i vari venditori, cantastorie e artisti che salgono sul bus;i primi con premesse ben congegnate cercano di vendere di tutto:caramelle, gomme, patatine, spazzolini da denti, enciclopedie in dvd(sono i migliori, si portano addirittura il lettore dvd portatile per far vedere che i cd non sono fasulli);i secondi invece raccontano tutti più o meno la stessa storia, e cioé che i paramilitari o la guerriglia li hanno costretti ad abbandonare le loro case e approdare a Bogotà senza né casa né lavoro(a volte la storia è vera,in altri casi è sfruttata ad arte da chi deve poi spendere tutta l'elemosina in alcool); i terzi cantano, suonano arpa, violino, chitarra(immaginate quanto sono bravi a farlo mentre gli autisti guidano come descritto sopra!!).
Insomma, mi pare una parte notevole del folklore bogotano e colombiano, un'esperienza da fare per qualsiasi turista!
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